La madre di tutte le escursioni , un tour in mtb sulla vetta simbolo della grande guerra
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E' un percorso che si snoda sulle pendici del Monte Pasubio principalmente su sentieri sterrati , tranne l'ultimo tratto in asfalto da passo Xomo a Pian delle Fugazze .

L'altimetria è abbastanza significativa passando dalla quota di partenza di 1150 mt di Pian delle Fugazze ai 2050 della nostra “cima Coppi” nelle vicinanze dell'arco commemorativo poco sotto la cresta di Cima Palon , tredici km di salita sterrata continua !!!!

La partenza del nostro giro avviene dal parcheggio dei pullman di Pian delle Fugazze , da qui chi vuole fare una escursione a piedi sulla vetta e si vuole risparmiare un po di salita può usufruire di una comoda navetta (a pagamento ) che lo porta fino alla galleria Havet saltando così 8 km di tornanti in salita. ( N.B. Nelle giornate festive preparatevi ad affrontare un vero e proprio “assalto alla diligenza” per occupare i posti sul pulmino ).

Dal parcheggio ridiscendiamo brevemente verso valle fino a ritrovarci sulla sinistra l'imbocco della “Strada degli Eroi” , il sentiero sterrato che ci porterà in vetta.


E' una strada bianca con un fondo variabile che va dal brecciolino tipo ciclabile ai sassi tipo cinghialaia , comunque ben battuto e pedalabile nonostante la pendenza che oscilla dall' 7 al 11 %


La strada , tornante dopo tornante sale implacabilmente , mantenendosi comunque in gran parte nell'ombra della vegetazione

Ogni tanto affrontando i tornanti il panorama si apre mostrando le bellissime montagne circostanti


Dopo 8 km di salita ininterrotta ed un innumerevole numero di tornanti , giungiamo alfine al piazzale antistante l'imbocco della galleria Havet a quota mt 1797 che congiunge il versante della Val della Busa con quello della Val Canale

Si può notare la vista sui tornanti della strada appena percorsa , qui la temperatura è calata rispetto a valle di almeno 10 gradi e tira un vento fresco proveniente dalla galleria

Dopo una breve sosta riprendiamo il nostro percorso infilandoci nella galleria e uscendo sull'altra vallata


Giunti dall'altro lato il panorama cambia radicalmente , spariscono gli alberi e le piante sostituite da rocce ed arbusti in un paesaggio irreale e lunare


La strada sterrata ricca di tornanti in mezzo alla vegetazione si trasforma in una lingua sassosa intagliata nella roccia con il lato destro decorato da uno splendido strapiombo , profondo centinaia di metri

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La pendenza è più dolce rispetto al versante precedente , ma il fondo è costituito da frammenti di roccia irregolari , a volte anche molto grossi che rendono praticamente impossibile mantenere una andatura fluida


Oltretutto occorre risolvere il problema principale del percorso che in termini da esame di maturità si può riassumere nel seguente quesito :
Trovate il modo di ammirare il panorama mentre cercate di scansare i sassi che vi fanno perdere il controllo del mezzo evitando di investire gli escursionisti a piedi tentando di non cadere di sotto !!!


Arrivati a quota 1850 mt il sentiero percorre diverse gallerie scavate nella viva roccia
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Il sentiero prosegue la sua salita e improvvisamente dopo una curva , su un lato esposto a nord troviamo la sorpresa della neve ancora presente dalle nevicate invernali
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Finalmente dopo 13 km di ascesa siamo all'ultimo tornante prima del Rifugio Papa

Ecco finalmente raggiunto il rifugio a quota mt 1920 , possiamo smettere per un po' di pedalare e cercare i parenti di Valter che sono saliti fino alla galleria Havet con il pulmino ed in escursione a piedi fin o al rifugio.

Trovati i parenti e ricevute le congratulazioni per essere riusciti ad arrivare fino a li , decidiamo di compiere un ultimo strappo prima di mangiare qualcosa e poi ridiscendere a valle ed imbocchiamo il sentiero che porta dalle cosiddette “Porte del Pasubio” verso la chiesetta nelle vicinanze di Cima Palon

La pendenza è decisamente maggiore della salita al rifugio , siamo intorno al 13 – 15 % ed il fondo è molto sconnesso , la biga saltella come una capretta e perde aderenza in continuazione

La temperatura da qui in su crolla rapidamente e le nubi scendono ad avvolgere le cime , è solo un tratto di 1 km per arrivare all'arco , ma in quel km si sale di 160 mt


Eccoci finalmente arrivati all'altezza dell'Arco commemorativo dei caduti della grande guerra e ci fermiamo a fronte del cartello indicante il motto dei nostri combattenti del Pasubio contro gli Austriaci : DI QUI NON SI PASSA !!

Siamo arrivati a quota mt 2050 e viste le condizioni meteo , il freddo ed un po' la stanchezza , decidiamo di arrestare qui la nostra ascesa e di tornare al rifugio Papa dove ci aspettano i parenti di Valter con le vettovaglie.
Una volta ripristinate le energie con una robusta dose di pane e mortadella / bresaola e riscaldati da un the bollente preso al bar del rifugio , salutiamo i parenti imbocchiamo la discesa sullo sterrato degli Scarrubbi

Il sentiero inizialmente ha caratteristiche simili alla parte finale della ascesa al rifugio , con un acciottolato variabile ed un percorso intagliato nel costone della montagna



Poi dopo la galleria nella foto sovrastante il percorso si trasforma in un toboga di tornanti con un fondo in sassi grossi ed aguzzi talmente dissestato che in confronto la cinghialaia sembra asfaltata

Da qui iniziano 10 km di sofferenza , con l'impianto frenante sollecitato ai massimi livelli , con la sola presenza di qualche traccia di asfalto in qualche tornante che permette di arrestarsi a riprendere fiato e a massaggiare i polsi doloranti.
Se posso evitare il bitume lo faccio volentieri ma giuro che al termine della discesa sterrata , arrivati a Passo Xomo a quota mt 1050 avrei voluto abbracciare e baciare l'inventore dell'asfalto.
Da Passo Xomo si prende la strada asfaltata che scende verso Ponte Verde e si riacquista lentamente l'uso dei polsi e del sedere , fortemente sollecitati nella discesa precedente .
E' una tipica strada di montagna , ricca di tornanti , che scende velocemente in mezzo ad un bellissimo bosco fino ad arrivare ad incrociare la strada statale all'altezza di Ponte Verde a quota mt 950.
Da qui parte il tratto più da noi sofferto di tutto il giro , 4 km di salita in asfalto al 15 % salendo lentamente verso Pian delle Fugazze con le macchine e le moto che ti sfrecciano ad 1 cm anche quando tu sei con le ruote sul bordo del fosso , ma finalmente dopo un tempo che ci è sembrato interminabile siamo ritornati al punto di partenza della “Strada degli Eroi”.


Questa è la mappa del giro da noi compiuto

Anche questa è fatta !!!!
Ci vediamo alla prossima !!!
Bikers : Valter e Davide
Data escursione : 26.07.09
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