Monte Nerone e Monte Petrano - sulla scia del Giro...
A breve la traccia GPS da scaricare!
Fatto sta che prendo un’andatura sostenuta, anzi molto sostenuta a tal punto che passato Cerreto avevo fatto il vuoto, allora decido di fermarmi in una piazzola e aspettare gli altri, colgo l’occasione per tirare fuori il telefono e fare due foto.
Appena i miei compagni sono passati metto via il telefono, guardo il panorama e mi accorgo di essere di nuovo solo, ma questo giro indietro! Cavolo mi metto in bici e comincio a pedalare pensando di aver fatto una cazzata a fermarmi! Vado subito fuori soglia per riprendere il primo gruppeto, mi calmo un attimo e visto che il gruppo dei primi non era tanto avanti, appena il battito è sceso a 150 decido di provare a raggiungerli (in queste salite lunghe se non si rimane attaccati a chi ti precede poi è dura recuperare!), qualche km e poi riesco a raggiungere il gruppetto dei primi, che in realtà era composto da Fausto (il proprietario del Sigismondo Jeans), da un certo Tony, Colombo e Flavio. A questo punto Fausto comincia a fare l’andatura, scatto su scatto riesco a resistere ai primi due ma la terzo decido di mollare un attimo, le forze spese all’inizio e per riprendere il gruppo cominciano a farsi sentire! Prendo il mio ritmo rimanendo sui 158-160 bmp (la mia soglia è 160), noto che dietro di me anche gli altri hanno mollato, l’unico che mi è rimasto qualche 10 di metri dietro è Tony. Io del mio passo e a testa bassa proseguo per la strada, il paesaggio è quasi come quello dolomitico, ho visto lungo tutto il percorso una sola macchina che ci è venuta incontro, mucche che pascolano, e verde, tanto tanto verde.
All’inizio della salita il cartello diceva che la salita era di 12 km circa, in questo momento ne ho già fatti quasi 11 e tutti molto vicino alla mia soglia, ma non vendo la vetta così vicino… comincio a preoccuparmi anche perché Tony si fa sotto, Fausto che è ad un tornante avanti a me mi controlla, ogni volta che io accelero lui controbatte, e devo stare attento a Tony che ormai mi è alle costole! Ormai penso che arrivare primo sia impossibile, non so neanche quanto manca… allora decido di badare Tony, mi raggiunge, mi scatta, io tengo la ruota e rifiato, poi lui riscatta nuovamente e io dietro, nell’unico momento di quasi piana scatta di nuovo e allora decido di buttare su il 50 e salgo sui pedali, lui non ha la forza di starmi dietro, mi giro vedo che è cotto spingo ancora un po’ sui pedali finchè riesco e poi giù con il 34-23 agile per far defaticare la gamba. Sono già a 13 km percorsi e vedo ancora la strada salire! Non so quanto manca ma non posso farmi prendere di nuovo, da qui fino alla fine è stato un massacro fisico! Spingevo con una gamba in giù e con l’altra in su, cercavo di rimanere sempre il più possibile agile, il cuore è stato costantemente intorno ai 162-164 bmp, ogni 500 metri mi giravo per vedere dov’era Tony fino a quando in un tornante vedo che mancava poco per raggiungere anche Fausto! Il mio secondo posto ormai era quasi in cassaforte, ma per il primo non c’era niente da fare, avevo speso davvero troppo, non vedevo l’ora che arrivasse la fine non ce la facevo più, per fortuna mi rendo conto che ormai era finita, non vedevo più salite intorno a me e dopo 14,6 km sono arrivato al monumento eretto in onore del centenario del giro d’Italia. Un salita alla morte, durissima, lunghissima, pendenza media intorno all’8,2% con picchi del 17% non ci sono parole!
Arrivato su in cima per secondo, dopo poco mi rendo conto che forse non avevo fatto la scelta migliore, infatti su tirava un vento a 100 km/h, tutti tranne me erano dotati di giubbottino e/o ricambio, fatto sta che abbiamo dovuto aspettare l’ultima donna per circa 20 minuti e mi sono congelato anche il buco del culo! La schiena era a pezzi e il collo mi faceva un male cane! Infatti mi sono dimenticato di dire che durante tutta la salita avrò sudato come un eschimese (vestito) al polo sud!



Ripartiamo e scendiamo per una discesa che non consiglierei neanche al mio peggior nemico, una strada che dissestata è a dir poco! Una pendenza mostruosa e i freni per fortuna non mi hanno tradito e hanno fatto il loro dovere! Arrivati in fondo per fortuna abbiamo trovato una sorgente da cui abbiamo riempito le borracce e bevuto in abbondanza (a questo punto i litri da me bevuti sono già 3).
Da qui continuiamo lungo una bellissima strada finchè non torniamo vicino al punto di partenza da cui prendiamo per la salita di Monte Petrano. Ecco a questo punto ho due alternative, o farla tutta in modo tranquillo insieme al gruppetto di quelli stanchi o provare a testare la mia tenuta fisica. Dopo qualche metro decido di provare a vedere come va! Fausto rimane con Colombo a fargli compagnia, visto che era in totale deficit e crisi, mentre io e Flavio prendiamo subito una bella andatura, mi chiede se ho intenzione di tirare così fino alla fine e io gli rispondo che questa salita la voglio fare con un’andatura sostenuta ma non al massimo, non ho intenzione di superare la mia soglia. Lui prende e parte e io rimango a salire del mio passo. Devo essere sincero, ero veramente stanco, le gambe mi fanno un po’ male ma pensavo peggio, ogni tanto in qualche tornante salgo sui pedali per spezzare il ritmo, ma devo confessare che in più di un’occasione ho avuto la tentazione di mollare e fermarmi con la scusa di fare una foto. In queste condizioni di stanchezza e fatica le salite le fai più con la testa che con le gambe, allora ho cercato di stare concentrato e non farmi influenzare dal contakm che si muoveva di 100 metri in 100 metri con il ritmo di una lumaca…
Quando ho visto che gli ultimi 10 tornanti erano segnalati (forse anche quelli prima ma non ci ho fatto caso) mi sono venuti in mente i tornanti del Gavia, ho cercato di pensare a tutto pur di non farmi prendere dallo sconforto e fermarmi, cercavo la musica migliore nell’i-pod, sapevo che ormai mancavano solo 3 km ma anche che sarebbero stati i più duri. Adesso a ripensarci è sembrato facile ma se ci penso bene, ho avuto dei bei momenti di crisi, anche perché ero solo, senza nessun punto di riferimento davanti e nessuno che mi voleva raggiungere dietro, solo in mezzo ad una strada con strapiombi da una parte e vegetazione dall’altra, un panorama stupendo ma che non ho apprezzato con nessuno se non con me stesso! Per fortuna è arrivata la fine anche qui, 11km alla pendenza media del 8% circa e punte del 13%.
In cima ci siamo rifocillati con delle buonissime tagliatelle (io 3 piatti), verdure e affettati, ho ascoltato per circa 1 ora le vicissitudini del proprietario del ristorante, un vecchietto di 88 anni più arzillo di me che mi ha raccontato i suoi aneddoti della guerra e del giro del centenario e poi siamo ripartiti verso le macchine dove ci aspettava l’anguria nel frigo portatile!
Il totale dei km è stato di 95 circa, aspetto il tracciato che mi deve arrivare per @mail da un ragazzo che aveva in dotazione il Garmin 705 (che figata che è!) con un dislivello totale di circa 2.400 metri, i litri che ho bevuto durante il giro in bici e la sera sono stati circa 7!



L’unico neo del giro è stata la caduta di Gianni e Milena, il primo qualche escoriazione, mentre per la Milena forse qualcosa di più grave, speriamo bene!!!!
Alla prossima.
Mirko