Ponte S.M. Maddalena – Talamello – Perticara – Botticella – Novafeltria – Ponte S.M Maddalena
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Domenica 26/04/09
Resoconto di Maxi e Viracocha
scarica da questi link il percorso (parziale) nei vari formati
“SE SI VA' DOMATTINA CI SONO”. Questo era il testo dell’ SMS di Vira arrivato a Maxi sabato pomeriggio come un fulmine a ciel sereno. Un secondo SMS ancora più improvviso avvisava che Sparta “il guerriero” era libero la mattina. A Maxi è bastata un’altra telefonata a Viracocha ed un SMS a Sparta. Rnquetz comunicava la sua disponibilità con una risposta sul 3d nel forum. Dopo poco tempo si era già formata la truppa di quattro elementi.
Per usufruire di tutta la mattinata e delle previsioni meteo promettenti si stabiliscono le coordinate di rigore: 7.45 nel parcheggio a Ponte S.M. Maddalena, per un bel percorso che interessa la media valle del Marecchia.
Succede però l’inevitabile. Maxi rimane collassato nel letto, ma mosso da una forza soprannaturale che lo chiama al dovere riesce ad alzarsi a razzo alle 7.28. In un quarto d’ora doveva fare di ogni: lavarsi, vestirsi, mangiare qualcosa, preparare il porta bici e recarsi sul posto dell’appuntamento. Non si sà ancora come abbia fatto ma alle 8.00 era lì, non prima di aver ingozzato 4 cucchiai di marmellata e 1 mela durante il tragitto in macchina.

Manca rnquetz per un impegno familiare (per scusarsi comunque un girazzo l’ha fatto pure lui).
Sparta e Vira sono già, caldi e scalpitanti e dopo avere perdonato Maxi, tutti insieme partono sulla ciclabile in direzione Novafeltria.

All’inizio del paese s'inerpicano su asfalto in direzione Talamello e successivamente Perticara. La salita si fà subito sentire nel primo tratto ma poi si ammorbidisce, soprattutto dopo Talamello.
L'unico sollievo arriva dal paesaggio fantastico che i tre, nonostante la testa bassa riescono a scorgere
Procedono a gamba piuttosto sciolta e con tutta la grinta necessaria per affrontare l’escursione. Arrivati in località Cà Francescone prendono a dx direzione Monte Pincio, per l’inizio del tratto sterrato. Maxi come battistrada seguito da Sparta e Viracocha, affronta il primo tornante. In una frazione di secondo un rumore secco, deciso, vibrato suona nelle orecchie. Maxi vede gli altri due fermarsi e guardarsi a vicenda rassegnati: a Vira gli si è schiantato di netto un raggio della ruota posteriore!!!. Incominciano a concretizzarsi le prime avvisaglie di ciò che dopo sarebbe successo, ma la voglia di proseguire è tantissima. Così scartate le prime ipotesi sulla causa della rottura (sabotaggio da parte della moglie per uno sgarro subito in passato) Cristian tira fuori tutta la sua manovalanza meccanica ed in quattro e quattrotto elimina il raggio rotto e cerca di regolare alla bene e meglio gli altri.
Superata la prima avversità

proseguono la salita e circa a metà di questa girano a sx su un single track in mezzo al bosco veramente bello e abbastanza tecnico dove si susseguono sali scendi e tratti esposti, sassi e terra. E proprio su un masso, che Maxi punta il pedale e cade come un patacca, senza nessuna conseguenza apparente(forse :D ).


Continuano il percorso dove Viracocha prova con la sua agilità ad affrontare un bel passaggio in salita.

Sbucano a Perticara vicino allo sky park, dove i tre devono superare un piccolo strattone nel bosco per poi affrontare la stupenda discesa nella pineta del Pincio che li condurrà nel paese di Perticara. Maxi lascia andare avanti gli altri per paura di rallentarli (in discesa deve proprio migliorare :) ) e dopo un susseguirsi di curve radici sporgenti e scalini, arrivano in paese dove li attende il solito caffè sambucato. Approfittano della sosta per registrare i raggi “rimanenti” di Cristian tramite l’aiuto di un bitumaro, che a quanto pare ne sà qualcosa in materia (ha un negozio di bici).

Ripartono sull’asfalto direzione S.Agata. Passano località Botticella su leggera salita dove si ammirano sulla sinistra i dolci crinali della val Marecchia e sulla destra le colline della valle del Savio. Puntano a sx direzione ristorante “I tre castagni” e lasciandosi il locale sulla destra imboccano un un single track, all’inizio pianeggiante, ma reso successivamente tosto (per un tratto), da 2 belle rasoiate con fondo fangoso, pietroso e pieno di foglie.

Ed è qui in questo scenario mozzafiato, nel bosco composto prevalentemente da carpini, querce e qualche castagno che si consuma l’immane ed improvvisa caduta di Vira su Sparta.
Maxi in testa affronta a tutta birra la prima rasoiata, ma la seconda se la fa a piedi. Nell'attesa dei due compari, approfittando dell'occasione per riprendere fiato, ode un tonfo che giunge da lontano seguito da un lamento. I due non arrivano e i dubbi lo assalgono.
Passa qualche minuto, spunta a piedi Sparta
seguito a distanza da Vira.
Secondo una prima ricostruzione balistica Viracocha procedeva davanti sulla prima rasoiata ma la ruota non grippava sul fondo fangoso. Sparta che non ne voleva sapere di fermarsi, lo affinacava per superarlo, ma vira era a velocita 0 pur mulinando vorticosamente le gambe e rovinava di lato addosso allo “sventurato” compagno, piegandogli irrimediabilmente il cerchio. Ma i duri è proprio in queste occasioni che incominciano a “giocare”... quindi l'imperativo è continuare.
Dopo un meraviglioso tratto in discesa nel sottobosco, sbucano sulla strada asfaltata, e vanno in direzione Petrella Guidi e alla prima località che s'incontra girano a sx su uno sterrato in salita, sconnesso ma ben pedalabile, con tratti resi un po’ impegnativi dal fango. Continuano salendo per poi scendere ed immettersi su un altro sterrato in discesa verso Torricella e Novafeltria.
Uscendo dal bosco, subito lo sguardo corre libero e gioioso in mezzo ai monti ed alle praterie.
Inizia la discesa “fuori di melone” (qui di seguito i Tre contenti della cessazione delle fatiche)
su terra battuta e pozzanghere, che per via della loro grandezza sarebbero riuscite ad ospitare pure un alligatore. Proprio su uno di questi tratti Sparta, subito dietro Maxi, punta l’anteriore nella fanghiglia e si stampa per la seconda volta a terra sbucciandosi il ginocchio.
Come un fulmine si rialza, inforca la bestia ormai malridotta e si fionda giù a testa bassa come se niente fosse. Sbucati sull'asfalto, Vira manca l'abbrivio ad una curva... arriva lungo sbanda e s'imbarca. Rischia di cadere per metri sotto, ma non è ancora ora. Domina l'animale che senza raggio, scalpita irrequieto e così riescono ad arrivare in località Sartiano. In questa giornata i nostri eroi non si sono fatti mancare niente... neppure l'acqua. Incomincia a piovere. All'inizio qualche goccia, poi mentre si apprestano ad imboccare la ciclabile a Novafeltria, dopo aver passato Torricella, il diluvio. Arrivano stremati, zuppi e rotti a Ponte S.M.Maddalena.
Caricano le bici e si salutano augurandosi che in futuro il fato possa essere un po' più benevolo... almeno che non faccia piovere :D
P.S.: Viracocha e Sparta sono tornati a casa senza “mezzi”. Li hanno lasciati ricoverati presso il meccanico di fiducia di Giuseppe a Santarcangelo ;)