le ferie sono finite (finalmente?) e siamo tutti a casa a goderci questi ultimi raggi di sole settembrini.
Siamo così tornati dalla spedizione in val venosta, io per ultimo. La prima settimana caratterizzata da giornate stupende e soleggiate, calde anche di sera, l'ideale per le escursioni in mountain bike in questa regione al confine tra italia austria e svizzera.
Il bello della Val Venosta è che ha piste ciclabili lunghe spesso lontane dalla strada ordinaria.
C'è una pista che parte addirittura da Malles ed arriva oltre il confine, coprendo una distanza di oltre 90km!
Siamo riusciti anche a trascinare per la seconda volta il mitico manfros su una mountain bike ed in particolare in questa prima parte vi descrivo l'uscita fatta di mercoledì di fine agosto.
Scaricabile
a questo link il percorso gps per mountain bike in formato KML
clicca sulla mappa per una versione ingrandita
Il giorno prima ci prepariamo cercando una mtb adatta alla stazza di Mirko.. impresa non facile per cui ci accontentiamo di una DOLOMITE (non è una marca di WC anche????) in alluminio luccicante
Partiamo così, la meta fissata e PLAMORT passando dall'Austria.
L'aria è frizzante, specialmente all'ombra e soffia un vento abbastanza forte.
Dopo la classica foto di rito davanti al residence Dilitz la solita instancabile guida muccio ci conduce verso il Passo Resia, confine tra Austria ed Italia che riporta 1455 metri slm.
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Anche qui non possiamo fare a meno di scattare una foto.
Facciamo una pista ciclabile leggerissimo saliscendi e attraversiamo il confine sino ad arrivare, dopo più di 5 km, alla base della salita che ci porterà fino a quota 2200 metri senza la minima interruzione nella scalata a Kastelalpe.
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Inizia quindi la salita verso la cima Bergkastel, sono 7 chilometri quasi tondi, per 760 metri di dislivello. La strada e abbastanza larga, fondo ghiaioso e per nulla impegnativa, piuttosto è una guerra psicologica sapere che non ci sarà nemmeno un attimo di piano per poter respirare.
Maciniamo i chilometri senza interruzione, e durante la salita manfros fa sfoggio della potenza delle sue gambe che sembrano non temere i pendii off che assomiglino più a percori stradali che offroad. Saliamo per 6 chilometri ed incontriamo il bivio che poi ci condurrà verso Plamort (pian dei morti) ma continuiamo a salire per un ulteriore chilometro che ci condurrà all'arrivo della cabinovia che parte da Nauders a quota 2200 mt a Bergkastel.
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Arriviamo stanchi e sudatissimi.. Fortunatamente anche Mirko è stanco, ma devo fargli i miei complimenti per aver tenuto duro e averci praticamente condotto lungo tutta la salita vincendo innumerevoli GPM (in pratica faceva uno scatto ad ogni scollinamento che vedeva) così decidiamo di concederci un pò di riposo trovando il tempo per qualche scatto fotografico.
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Da qui volendo si può sfidare la gravità e salire ancora, ma le pendenze sono veramente incredibili e si rischia di dover affrontare tutto a piedi, così cominciamo la discesa dell'ultimo chilometro, imboccando alla prima deviazione a sinistra e tornando verso il confine italiano.
La strada è leggermente in salita per il primo tratto per poi diventare praticamente piatta, si sale attraverso una stradina bianca tra erba e si arriva ad un magnifico altopiano con alberi radi, atrraversamenti di torrenti su ponticelli di legno e colline.
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Il panorama è veramente stupendo, con vista sull'Ortles in sfondo. l'aria purissima e la zona è in pratica in pascolo libero per mucche. Infatti come le foto dimostrano, siamo costretti a varcare cancelli messi per evitare che le mucche austriache varchino il confine clandestinamente.
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Dovete sapere che questa zona era ben difesa militarmente in tempo di guerra e le testimonianze di questo sono tutt'ora visibili. Proprio sul Pian dei Morti vi son mura con cavalli di frisia per impedire l'avanzata di mezzi e fortini che dominano la vallata. Lo stato di conservazione non è dei migliori, anche se abbiamo saputo che ve ne sono alcuni visitabili e perfettamente mantenuti.
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Scavalchiamo così il muro difensivo e attraversiamo la palude che sta subito alle sue spalle, anche se non propriamente indenni. Infatti Mirko appoggiando il piede si trova sommerso da una melma (fango?? escrementi di vacca??? boh..) che pare essere vernice e le sue Puma cambiano immediatamente aspetto!
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Avanziamo su un tratto di single track con pendenza verso valle dallo splendido panorama, questo tratto è poco faticoso anche perchè ormai si tratta di effettuare pezzi puramente in discesa e ci fermiamo sopra un fortino che visitiamo scattando qualche foto.
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Proseguendo la strada scende decisamente ed incrociamo un bivio, dove imbocchiamo verso destra ed inizia una strada carrabile in ghiaia in continua discesa che costeggia il fianco della vallata portandoci dall'austria in italia. vi sono tratti molto veloci ma bisogna fare attenzione poichè il tratto è frequentata molti escursionisti a piedi che si posson incontrare subito dietro ad una curva.
Scendendo si passa proprio a fianco il bivio per l'escursione alla fonte dell'Adige (Etschquelle) per poi arrivare sull'asfalto nelle ultime centinaia di metri che ci separano da casa.
Un bel giro tutto sommato, non particolarmente impegnativo nella guida, forse richiede un po di testa per quanto riguarda la salita ma la soddisfazione del panorama una volta arrivati in cima al Plan è veramente inappagabile.
bye rnquetz