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[mtb] L'uscita per Albereto precede il Valconca Tour Adventure
Data 05/07/2010 20:49  Autore adilo63  Hits 410  Lingua Globale
di Alberto Di Lorenzo - Adilo

Occorre estendere il territorio del regno di Muccio. La sua conoscenza del tracciati è ben piu' estesa che quella dei Gozzi riminesi. Ora è da incoronare Re dei Gozzi e Romagna intera. Sicuramente sarà da estendere al Montefeltro.. vedremo.
La giornata comincia e procede bene. La prima parte ha l'unico problema che Andrea e Matteo dovranno tornare presto, la continuazione è fantastica fino all' inaspettato e improvviso nubifragio che mi darà "emozioni forti" ..

Appuntamento alle 7.30, sono Adilo, Muccio e Colibri': il programma è quello di fare il percorso studiato nella Valle del Conca, tra Mercatino Conca e Montecerignone, ma per sopraggiunti problemi logistici ci saranno delle variazioni.
Se vedete uno con la divisa degli Sbubbikers e il pizzetto (quello di sinistra qui in basso) mettetevi alla ruota: comincieranno le sorprese..
 

Decidamo di passare insieme la mattinata e di raggiungere Montescudo passando per Coriano, parco del Marano,
Albereto con il suo Castello.

finita la salita si arriva ad Albereto affaticati, ma soddisfatti
 
Guida ovviamente Muccio e il gps che porta nel cervello ci fa pedalare per  strade, stradette e luoghi sconosciuti per tanti e spesso anche a noi.. Il risultato è la trasformazione di una banale uscita in un percorso tecnico e panoramico al top: un vero piacere

La salita prima del castello di Albereto mette a dura prova le nostre gambe sia per le pendenze  sia per il terreno. I tratti sabbiosi e rocciosi che si trovano impongono una regolazione della pressione dei pneumatici  e una taratura delle sospensioni  adeguata.  Questa esigenza fa si che possa essere una buona scuola tecnica sul settaggio di questi componenti: si scopre infatti quanto è importante.


Finita la salita ci si puo' dissetare alla fontanella che si trova all'entrata del castello. Il castello di Albereto è un piccolo
borgo mediovale fortificato. Ci sono alcune abitazioni, delle quali alcune da restaurare e un ristorante.

Il luogo è talmente suggestivo che Andrea chiede al ristoratore il permesso di dare un'occhiata all'interno, magari per considerare il ristorante per una possibile serata tra amici. Sorprendentemente riceve un secco e ingiustificato no. Dicono che si mangi bene, ma potendo scegliere,  daremo priorità ad alternative.. a buon intenditore..
 
Il panorama che si puo' ammirare è stupefacente: da San Marino che fotografiamo insieme alla nostra cara "salita del canile" a tutto il litorale a perdita d'occhio dall'altra parte.


 

 
Dopo la foto riprendiamo a pedalare e giungiamo a Montescudo.

Qui, ci dividiamo: purtroppo Matteo e Andrea devono rientrare, mentre io con la solita frenesia del freerider procedo per la valconca.
Dopo avere appurato che ho i Saguaro 2.2 tubeless montati al contrario, ci salutiamo.

Mi butto verso il Conca, da qui è tutta discesa, e raggiungo il fondovalle. Anzichè attendere di arrivare a  Mercatino Conca da dove comincia la mia traccia trovo un passaggio per il letto del fiume  subito dopo Fratte e mi lancio.

Devo guadare subito per proseguire la strada verso monte: l'acqua è mevigliosamente trasparente e fresca al punto che ripeto tre volte il guado. Col caldo torrido quel fresco è una manna. Non lo è, ma la cosa assomiglia molto ad un bagno.
Ben presto pero'  la strada sparisce e con le indicazioni del gps devo attraversare alcuni campi. Comincio a salire fino a raggiungere una sterrata che mi porterà sulla strada Mercatino - Monte Altavelio. Ancora salgo fino al paesino. Qui raggiungo la mia traccia che comincero' con la discesa verso Mercatino. Eccola:


Il sentiero sembra abbandonato e i rovi lo stanno invadendo.
Imparo una cosa: se in un sentiero semiabbandonato i rovi invadono il percorso, non bisogna procedere di prepotenza pensando di scansarli con braccia e gambe. Il risultato sono spine che entrano nella carne e poi la velocità strappa via tutto provocando dell copiose fuoriuscite di sangue.
Dunque con tante ferite, procedo con prudenza spostando i rami a uno a uno.


Piu' avanti ho la conferma che il bellissimo sentiero non è piu' mantenuto:


Qui infatti è una giungla. In piu' lo scorrimento dell'acqua ha solcato il percorso. Ma non è impossibile procedere e dopo poco arrivo di nuovo sul Conca.

Attraverso il paese e proseguo il tracciato che avrei dovuto cominciare qui. Sono sulla strada per Montecerignone.

Dopo pochi km una deviazione mi propone  nuovamente il raggiungimento del fiume che percorro per altri chilometri.
Mi diverto con qualche altro guado gustoso e rinfrescante. Poi di nuovo salita. Tanta e bella.

Attraverso posti senza vedere alcun segno di civiltà. Faccio una ripresa a 360 gradi dove non compare niente se non campi e coline: bellissimo. Mangio alcune barrette sciolte dalla calura e riparto.


La traccia corre attraverso una bellissima pineta, assomiglia a quella sul valico dei "Sette Nani". Se fosse sarei quasi arrivato invece sono lontano anni luce di li'.. Il caldo torrido mi invita a togliere la maglia, non c'è nessuno che mi potrebbe vedere senza divisa e ne approfitto (saro' duramente punito per questo).

Ora mi sembra di sentire dei rumori come tuoni lontani, ma penso di sognare, non ci sono previsioni meteo negative, anzi. Non ci do importanza. Sbagliero' di grosso.

Poco dopo i tuoni  si ripetono, anzi insistono. Alle mie spalle il cielo si scurisce, ma sembra una cosa lontana e proseguo (non c'era altro da fare).
Al 58mo chilometro la traccia gira a sinistra ma non c'è nè sterrato nè sentiero, Solo un campo col grano alto. Comincia a soffiare un vento forte e continua a rinforzare. Il cielo è sempre piu' nero. Non so dove sono, mi butto nel campo. Pedalo nel grano sotto l'acqua, ancora è piu' vento che acqua. Ma è la decisione giusta. Se avessi seguito lo sterrato credo che sarei calato in un'altra valle allontanandomi ulteriormente. Dunque imparo un'altra cosa: mai abbandonare la traccia se non sei certo di dove stai deviando. In quella situazione il rischio era grosso.

Poco prima avevo trovato il percorso della traccia sbarrato. Avevo scavalcato le transenne e avevo proseguito. In effetti, piu' avanti, la carreggiata aveva ceduto e non era non piu' percorribile. Ma la bici si porta anche in spalla e 20 metri di frana non sono un problema. Allimite sarei tornato indietro. Forse questa decisione mi ha aiutato quando ho deciso senza indugi di infilarmi nel campo di grano.

Mi fermo, metto telecomandi, telefonino e macchina fotografica nello zaino dentro un sacchetto di plastica. Quelli non si possono bagnare. Non ci saranno piu' fotografie.
Vento rami foglie... un po' di paura mi viene.. devo tranquillizzarmi, la paura aumenta la fatica.
Comincia una discesa che sarebbe meravigliosa, ma sono preoccupatissimo, il terreno è argilloso, tra poco non sarà piu' percorribile.. già si scivola e la sterrato è bruttino. Cerco di fare veloce, ma è peggio. Con la velocità la bici diventa ingovernabile e rischio grosso: sto per cadere poi la riprendo e mi rassegno alla prudenza, ma non troppa. Comincia a piovere piu' forte e il vento aumenta ancora trascinando ogni cosa. 

Riesco a raggiungere il fondovalle e una stradina asfaltata. C'è un piccolo borgo che mi offre riparo, non c'è anima viva. A questo punto è diluvio, la stradina diventa un torrente. Rimetto la divisa. Acqua da tuttele parti, pero' sono vicino ad una starda.
Continuo a ignorare la mia posizione. Il cellulare ha il segnale. C'è un sms: il presidente Ale mi invita ad un caffe in spiaggia. Impossibile ovviamente, ma lo chiamo. Il presidente è un personaggio straordinario: in poche battute ci organizziamo: alla piu' brutta gli comunico le coordinate del gps e mi dirà la posizione. In caso di urgenza immagino che mi verrebbe anche a recuperare, non importa se sarà vero ma mi fa sentire sicuro.
Telefono anche a mia moglie. Si preoccuperà moltissimo, ma non potevo dire "tutto bene, mi sto divertendo sotto un nubifragio!"

Dopo poco piu' di mezz'ora passa un contadino, la situazione è migliorata. Mi dice: venti minuti e torna il sole. Lo prendo per matto ma mi fa comodo crederci. Mi indica la direzione da prendere.

Ancora piove, ma riparto. Altro errore: per la prima volta non porto un giacchino per le emergenze. Quindi non ho niente per coprirmi ed è freddo. Mi giuro che non succederà piu'.

Dopo venticinque minuti riesce il sole.
Sono lontano da casa. Ovviamente i sentieri e gli sterrati sono un pantano quindi dovrà essere  solo asfalto. Il passo che dovro' fare sarà faticoso e mi riporterà un po' piu' lontano del previsto. Il tempo migliora e io arrampico stanchissimo.
Svalico, scendo e raggiungo la provinciale. Sono sotto Montecerignone. Poco piu' di un'ora e sono a casa. Il Garmin segnerà 102 km, piu' di 2000 metri di dislivello superato, 5500 calorie consumate e  un  bello scagazzo. EVVIVA



Viverlo è affascinante e terrificante al tempo stesso
Ricordarlo è troppo bello

Sbubbies, mi siete mancati..



Qui la traccia: Valconca Tour - Start from Mercatino Conca - Albereto at EveryTrail

Plan your trips with EveryTrail Mobile Travel Guides
vispride
ADILO NUMERO UNO! Non mi stancherò di ripeterlo, sei un IDOLO, una vera fortuna avere un compagno di squadra così. Pensavo che l'articolo del Sardinia Tour fosse il Top, irraggiungibile, invece questa tua nuova ed ennesima avventura forse l'ha superato. Racconto esaltante, aprirei un capitolo a parte sul nostro sito: "ADILO ADVENTURES"....Grandeeeeeeeeee!
06
Lug
Black Surfer
bella Adilo, sembra un film, ma e' tutto vero!!
06
Lug
maxi
vai cinghiale!!!! sei un mito!!!
07
Lug
maxi
vai cinghiale!!!! sei un mito!!!
07
Lug
colibri
Anche io oggi leggendo questo articolo ho imparato una cosa: non parto neanche da casa se non sono sicuro di poter portare a compimento il giro. Comunque complimenti nonostante i rischi che ti sei preso.
07
Lug
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