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[mtb] Sbubby Sardinia Tour
Data 14/06/2010 18:21  Autore adilo63  Hits 693  Lingua Globale
di Alberto Di Lorenzo - Adilo

Mi basta poco per far correre la mente verso percorsi mtb paesaggisticamente affascinanti e tecnicamente “stimolanti”.
Questo mi porta a studiare luoghi, tracce, spostamenti e quanto possa essere necessario sapere per percorrerli. A volte rimane tutto nella mente, un bel viaggio con la fantasia,  ma a volte scatta la fuga, la pazzia, e l’immagine diventa
  realtà.

E’ bellissimo. La fuga è improvvisa, dunque difficile trovare compagni, ma se la forma fisica è adeguata difficile trovare ragioni per trattenersi.

“Life is either a great adventure or nothing.”- Helen Keller

Il Carpegna tour mi ha dato l’OK (oltre a mia moglie) e venerdi pomeriggio ero sull’aereo low cost per Cagliari, destinazione sud-est sardegna. La sistemazione non è un problema, in questa stagione, è pieno di agriturismi disponibili a trattamenti da re a costi irrisori.


Villasimius è la punta estrema del sud est della Sardegna. Questa è la fantastica vista dal Monte Minni Minni che sovrasta la zona

La partenza è da Villasimius, all’estremo sud-est dell’isola. La zona studiata prevede un percorso nei territori di Villasimius, Castiadas e Muravera. Due salite principali: Monte Narba di mt 350 slm a circa 50 Km dalla partenza e Monte Minni Minni mt 700 slm sulla via del ritorno. Praticamente il Serrabus: Il nome trae le sue origini secondo alcuni da "Sarcopos", antico villaggio costiero d'epoca punico-romana, secondo altri da "Is Arabus" (gli arabi), viste le continue incursioni che questa regione ebbe a subire nel corso dei secoli da parte dei mori.

 Il territorio consta di una parte montuosa (geologicamente tra le più antiche d'Italia) e di una parte collinare e pianeggiante.
Quest'ultima comprende appunto i territori di Muravera, San Vito, Villaputzu e Castiadas.

Abitato fin dai tempi più remoti (vedi i diversi insediamenti a partire dalla preistoria), oggi oltre ai già citati paesi annovera anche villaggi e località turistiche rinomate, sparsi lungo le sue articolate coste. Per questo l' alloggio qua non è un problema specie in un periodo come questo, ancora fuori stagione turistica.  Il clima è mite per quasi tutto l'anno è puo' favorire il realizzarsi di queste fughe in ogni momento.  Ovviamente favorisce anche la produzione di eccellenti e rinomate qualità di agrumi e di uva. Ne avro' una gustosa dimostrazione 
Il paesaggio chiuso fra le montagne, ma aperto verso il Mar Tirreno, è uno dei più suggestivi della Sardegna.
Ricco di elementi naturali e di testimonianze del suo lontano e recente passato, il territorio può essere indicato non solo come luogo di vacanze estive, ma anche come meta di escursioni e di visite a carattere culturale oltrechè sportivo.

 
La lettura dell' opuscolo "Il Sarrabus" edito a cura dell'Associazione Promozione Cultura di Muravera mi ha aiutato a prendere "alcune confidenze"


L'emozione è da contenere dall'inizio alla fine.

Tra a andare e tornare al Monte Narba presso Muravera già sono circa 90 Km, con le salite si passeranno i 100, per cui il percorso sarà certamente modificabile secondo la situazione fisica.
Il cielo è velato di nuvole che rendono la temperatura ideale e il sole meno aggressivo. Comunque la dotazione prevede assolutamente crema protettiva a fattore protezione massimo.

Nello zaino idrico, oltre due litri d’acqua, barrette proteiniche, barrette ai cereali e di ovomaltina. Buste di sali, maltodestrine e fruttosio mischiati insieme in proporzioni segrete. Non dovrebbe succedere, ma mancano lo smagliacatena, la falsamaglia e il kit di pronto soccorso. A portata di mano lo spry antiaggressione che il buon Colibri' mi ha convinto essere necessario per eventuale necessità. In zona oltre a innoqui cervi e aquile falchi pellegrini si possono incontrare piu' pericolosi cinghiali o cani randagi. 


La natura non puo' essere piu' selvaggia.

 

Dopo meno di un’ora sono a Castiadas, dove ha cominciato a battere il cuore di tutta quest’area della Sardegna.

Il paese di questo comune non esiste, o meglio è costituito da piccolissimi agglomerati sparsi per l’intera area. Nel “centro” si trova la vecchia colonia penale  XVIII secolo (solo parzialmente ristrutturata e luogo di alcuni eventi estivi), la residenza del corpo di guardia, un benzinaio, una trattoria e un negozio di souvenir. Poco altro. In breve, la storia vuole che il Ministero degli interni decida di scaricare sulla vicina spiaggia di Costa Rey  un gruppo di detenuti e guardie che in questo territorio bellissimo e totalmente selvaggio abbiano cominciato l’opera di civilizzazione.


Questa è la colonia penale di Castadas davanti ad essa la residenza del personale di guardia e comando

 

Non c’è anima viva. Qua non c’è mai anima viva. Su asfalto ogni tanto passa qualcosa, è davvero raro incontrare qualcuno, sembra di essere fuori dal mondo, forse lo è.


La residenza è oggi completamente restaurata

 

Dopo un divertente rettilineo di 7 km con 2% in discesa (si vola) si giunge dal niente ad un primo agglomerato: un bar e supermercato. Il bar è sorprendentemente pieno di vita.
Mi fermo per il caffè e riparto. Ancora è asfalto.

Nessuno da nessuna parte


Dopo una trentina di Km giungo a S.Primo che un altro agglomerato piu’ simile ad una frazione. Qui  parte la mia traccia del M.te Narba. Si procede verso la sp125 che al bivio non la si prende, ma si procede dritto. Si incontra la ricostruzione di un nuraghe e dopo pochi metri a destra inizia lo sterrato che precede la salita.


 

Ancora non si sale e succede l’imprevisto che mi farà vivere con angoscia tutta la traccia del monte. Facendo un bisognino mi accorgo che ho uno spino infilato nel copertone dietro, ma la ruota gonfia. Mi viene in mente che ho una sola camera di riserva che desidero tenere di riserva quindi la riparo dopo avere provato invano a procedere. Sembra un’operazione facile, familiare, elementare, ma qui non è proprio cosi’. A renderla preoccupante è la desolazione, la solitudine, il caldo torrido, la mancanza totale di conoscenza del territorio e soprattutto cartuccie sparate in qua e in là sul percorso. Comunque riparazione perfetta e riparto. Mi rifermo poco dopo perché con quelle pompette del cavolo non sono riuscito a gonfiare abbastanza. Gonfiando di nuovo (si suda piu’ che a scalare) mi si rompe la valvola. Disastro! Non avere piu’ la camera di riserva in questa situazione non è una bella cosa. Sostituisco e riparto.

Spesso in sardegna si incontrano pietraie. Questa è una di quelle incontrate per fortuna in discesa. Sono sempre affascinanti quando sono percorribili. E' grande la soddisfazione che si prova quando si domano

La salita è una pietraia complicata, ma le pendenze non esagerate la rendono accessibile e godibile. La grandezza dei paesaggi fa dimenticare la salita. La discesa successiva è un sorprendente nastro d’asfalto, senza motivo apparente. Finisce con una sbarra e ricomincia lo sterrato.


La tensione per un itinerario impegnativo presto svanisce e ci si rilassa godendo il territorioCon una deviazione, poco lontano si giunge ad una vecchia miniera abbandonata e poi, piu’ in basso ad una cava sul letto di un torrente anch’essa abbandonata. Continua a non esserci mai anima viva. E qui la ruota posteriore nuovamente sibila. Mi accingo alla riparazione con il terrore di sbagliare, e difatti sbaglio: la riparazione perde.  Il mastice, probabilmente vecchio non mi ha aiutato. Pero’ il paese di S. Vito non è lontano, decido di arrivarci per mangiare qualcosa e sistemare la situazione. Una gonfiata mi permette di fare un paio di km, poi qualche centinaio di metri a piedi e sono in paese.

 

Mi giro e ho una visione. Non la madonna, ma un negozio di biciclette vero e professionale. Tanto unico in quest’area della Sardegna quanto nascosto in questo paesino. Per me la cosa giusta al momento giusto, un terno al lotto. Compro la camera d’aria nuova e il mastice. Sono nel concessionario TREK e Giant di San Vito che esiste perché qui c’è una squadra di Cross country mtb. Pur cortese, la scarsa conoscenza tecnica del venditore non mi invita a fare domande o a conversare, per cui ringrazio e riparto.

  

Giungo a Muravera, una cittadina vera e propria ma anche qui non c’è quasi anima viva in giro. E’ passata da poco l’una e forse la gente pranza e poi riposa. Mi fermo sotto un albero nei giardini pubblici e mangio una barretta proteica e delle arance che avevo acquistato per forza da una venditrice prima del Monte Narba. (e che quindi avevo portato per km di salite). Ma me le godo davvero: sarà la sete, ma il gusto è unico. 

E’ bene sapere che qua il cellulare non sempre è coperto. Ricevo un sms che mi avverte che ero stato cercato da Alessandro Marchini “presidente amministratore” degli Sbubbikers, la mia asd. Ah quanto mi manca la compagnia degli Sbubbies! Comunque Alessandro sa già tutto, neanche mia mamma sapeva, credevo di essere in fuga in incognito e invece..

Riempio d’acqua lo zaino e riparto. Da qui comincia il ritorno. Asfalto fino a Castiadas da dove ricomincia lo sterrato per il monte Minni Minni.



Non conosco nemmeno questa ascesa. Sul gps posseggo la traccia, ma non voglio visualizzarla perché perderei continuità nella registrazione nei dati del giro percio’ chiedo informazioni. Ora le gambe cominciano a farsi sentire. Sono a circa 80Km.

Qui sono dopo la metà della salita alla vetta al Minni Minni dopo 5 ore e 42 di pedalata: ancora 250 metri di dislivello dalla vetta!
 

Il primo tratto è strada ghiaiosa con pendenza quasi costante 6/7% fino a un valico che scendendo porterebbe a Solanas.  Invece arrivati all’ indicatore del territorio comunale di Castiadas si prende uno sterrato fino alla sommità del monte a 700mt circa.

Questo è il segnale nell'ultimo tratto del Minni. Poteva fermarmi? 


L’ ultimo tratto si impenna e uccide le gambe, ma anche qua il panorama è indescrivibile e
ancora una volta la fatica si dimentica. Mi riposo un po’ per recuperare qualche forza.

A questo punto la lingua a penzoloni non puo' mancare

“Man cannot discover new oceans unless he has the courage to lose sight of the shore.”- William Penn




La discesa successiva è fantastica, tecnicamente difficile, interminabile. Una pietraia tra rocce di granito, qualche passaggio nella vegetazione, piccoli guadi: una meraviglia in tutti i sensi, anche perché quando finisce si è arrivati... Alla fine i meravigliosi km percorsi saranno 104. I metri di dislivello superati 1543 in circa 9 ore in mtb delle quali 6 pedalando. Non chiedo di piu'.

Sento il dovere di ringraziare mia moglie che, con amore e pazienza, sopporta e consente lo sfogo di questa mia "pazzia". Senza di lei queste meraviglie non sarebbero possibili..

Black Surfer
bella Adilo,bell'articolo, suggestivo, ma..che fine ha fatto la cannondale??!!
15
Giu
vispride
Caro Alberto, ci hai fregato tutti! Sono in treno col Muccio destinazione BAri e abbiamo appena letto il tuo sorprendente articolo. Azz...se ce lo dicevi venivamo anche noi!......bugia. Comunque bellissimo racconto mozzafiato e thriller, sembrava di essere lì, hai avuto un bel coraggio e sei stato fortunato a ritornare sano e salvo. COMPLIMENTI!!!!
15
Giu
rnquetz
non ci sono parole per esprimere il tuo straordinario spirito di avventura ...
chapeau !!!!!

BRAVO !! BRAVO !! BRAVO !!

bye

rnquetz
15
Giu
biketracks
Bell'articolo... e meno male che avevi fatto poche foto!!!
che posti... ricordo quando passando in camper dicevo all'epoca: se avessi la moto da enduro!... ed ora.. e avessi la mtb..
mandami il materiale che mettiamo anche una bella altimetria e scatto satellitare per dare il giusto merito all'impresa!
16
Giu
fabio_62
bravo.....bravo....bravo....vero spirito da trailride.
18
Giu
colibri
Tan po stè bon eh??? MITICO!
18
Giu
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